lunedì 26 marzo 2012

"autoaiuto"
da praticare una volta al dì,sarebbe  meglio al mattino ma è salutare a tutte le ore

mercoledì 21 marzo 2012

 la gioia.Quest’emozione va considerata – a mio avviso – distinta dallo stato di soddisfazione, che si prova quando un bisogno o un desiderio sono stati soddisfatti.La gioia sollecita, infatti, nuove azioni piuttosto che prendere atto di quelle già compiute con successo. Attiva la mente ed il corpo per “andare avanti”. Si prova quando un evento, a lungo ricercato o improvviso, risulta favorevole alla realizzazione di un obiettivo importante o di un sogno. Coloro che si orientano in questo modo di solito hanno gran fascino e riescono a suscitare, attraverso i loro autentici inviti alla condivisione della propria gioia, più ammirazione che invidia.E i buontemponi che ridono sempre? Meglio diffidare........ A questo mondo non mi sembra che ci sia sempre da ridere.,ci sono troppe depressioni  nascoste e maschere dell’allegria.Per fortuna, molte persone, seguendo un positivo evolversi della nostra cultura, mi sembra stiano imparando a gioire schiettamente delle nuove opportunità. Sta a noi scegliere di essere fra queste.
Mentre le emozioni puntualizzano la nostra reattività agli eventi della vita, i sentimenti accompagnano in maniera più duratura gli investimenti affettivi che operiamo intorno a noi. Chiamiamo, infatti, sentimento ciò che proviamo verso un “oggetto”, persona, cosa o situazione che assuma un valore relativamente stabile per noi, o meglio, in relazione ai nostri bisogni e desideri. Sono sentimenti l’amore, l’innamoramento, l’odio, l’invidia, la gelosia. La funzione dei sentimenti appare verosimilmente quella di sostenere questi investimenti.

sabato 17 marzo 2012

www.100salute.it     L'inconscio prende alla lettera tutte le informazioni che gli arrivano. Non conosce la negazione, non conosce la razionalità.
Quando un medico influente dice al suo paziente: "Mi dispiace ma la medicina è impotente di fronte alla sua malattia"... il paziente può interrompere immediatamente il trattamento ed il suo inconscio inizia il conto alla rovescia... probabilmente in seguito alla frase "Quanto mi resta da vivere?".

Nella medicina moderna, sono moltissime le malattie che vengono poste nella categoria "incurabili". Ma si deve sapere che ci sono persone che sono guarite da molte di quelle malattie incurabili.
Ogni malattia è la manifestazione dell'inconscio e molte malattie sono condanne autoimposte.

Quante volte si usano frasi come "Sono stanco di questo...", "Ho preso a cuore...", "Non riesco a digerire questa situazione"... L'inconscio, come detto prima, non fa differenza tra realtà e fantasia... per lui il linguaggio figurato non esiste, è tutto reale, tremendamente reale.
Modificando il nostro modo di parlare e di pensare, possiamo modificare la realtà, possiamo modificare il nostro stato di salute.

Smettiamo di dispiacerci per noi stessi, smettiamo di lamentarci. Tutto questo non fa che manifestare quella realtà di cui ci stiamo lamentando...

Ricordiamoci che l'inconscio non capisce gli scherzi... e manifesta ogni cosa

Per comunicare con l'inconscio è necessario stabilire un codice. L'inconscio non ci parlerà con le parole ma attraverso simboli o sensazioni.
La comunicazione con l'inconscio è essenziale se si vuole prendere il controllo della propria salute e vivere una vita radiante di energia. Non sappiamo come l'inconscio vorrà comunicare con noi e dobbiamo essere aperti a diversi tipi di segnali: sensazioni, immagini, suoni interni...

Non siamo noi a decidere consciamente come ci dovrà parlare l'inconscio... sarà l'inconscio a decidere, per cui dobbiamo imparare ad essere molto sensibili alle variazioni.
Iniziamo con il fare una domanda alla mente inconscia: "La mia mente inconscia vuole parlare con me ora a livello consciente?"
Poi mettiamoci in ascolto ed osserviamo una risposta. Il segnale può essere di qualsiasi tipo, ad esempio una sensazione di bruciore allo stomaco. Non sappiamo se questa risposta è sì o no... per cui dobbiamo fare un'altra domanda.

E allora procediamo: "Mente inconscia ti ringrazio per la risposta, vorrei capire meglio il tuo messaggio: se la sensazione di bruciore allo stomaco significa "sì mi piacerebbe parlare" allora lascia quella sensazione o falla diventare più forte e nitida... se invece quella sensazione significa "no non sono pronto a parlare" allora falla sentire molto debole o falla scomparire del tutto".

Se il segnale ritorna allora l'inconscio è disponibile a parlare. Ringraziamolo... e iniziamo a fare domande a cui risponderà con un sì o con un no.

Se la mente inconscia non è disponibile può essere per motivi di
stanchezza
, cattivo umore, ambiente sfavorevole, rumore... riproveremo
un'altra volta. Dobbiamo rivolgerci al nostro inconscio con rispetto e
gentilezza.


Utilizzando le immagini, queste possono diventare più o meno luminose a
seconda che sia un sì o un no, i suoni interiori possono diventare più o
meno forti... alcuni imparano ad accelerare o rallentare il ritmo
cardiaco
a seconda della risposta, altri sviluppano  rumorini nello
stomaco, altri leggeri movimenti delle dita...