mercoledì 1 agosto 2012

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Efficacia della Gemmoterapia
La Gemmoterapia offre delle potenzialità terapeutiche enormi certificate anche da studi scientifici come quello condotto dall’Università La Sapienza di Roma.
Molti sono i miti da sfatare quando si parla di terapia a base di piante e in particolare di Gemmoterapia: nelle terapie che prevedono l’uso di prodotti di questo genere non esiste lungaggine. L’efficacia e il tempo di azione dei preparati gemmoterapici sono rapidi e veloci, spesso come quello dei preparati chimici.
Esistono ad esempio alcuni derivati vegetali importantissimi considerati farmaci salvavita di classe A (come atropina, caffeina, teina); sostanze che possono avere un effetto curativo ma anche tossico e nocivo se non somministrate con una posologia corretta. I Gemmoterapici agiscono mediante sostanze atte a modificare la funzione, e, nello stesso modo in cui avviene per i farmaci di sintesi, un abuso può arrivare anche a provocare la morte. Questo solo per dire che, come i farmaci di origine naturale possono rivelarsi nocivi in un lasso di tempo breve, la stessa immediatezza contraddistingue il loro effetto terapeutico.

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Alcuni esempi

Dal cardomariano si estrae della silimarina (riconosciuta scientificamente come una delle migliori sostanze epato-protettrici): la sostanza agisce immediatamente, il suo effetto dipenderà ovviamente dal dosaggio e dalla qualità della sostanza che si assume.


La scoperta del cortisone, dei suoi derivati e la loro messa a punto, sono prodotti dello studio effettuato su una pianta dal nome dioscorea messicana.


Il ficus carica (il tipico fico di cui la zona mediterranea è ricca) è uno dei Gemmoderivati più usati e più efficaci. La sua azione è molto evidente nel trattamento sintomatico di alcune patologie nella cura dei cui sintomi l’efficacia è immediata. È possibile, però, anche intraprendere terapie che prevedono l’assunzione di ficus carica per un periodo di tempo più lungo che porterà quindi ad un vero e proprio effetto curativo. Il ficus carica possiede proprietà regolatrici della motilità e delle secrezioni a livello gastroduodenale, antidistoniche e favorisce il riassorbimento di ematomi cranici derivanti da trauma. Può essere utilizzato per contrastare i bruciori di stomaco prodotti da una somatizzazione di disturbi emotivi: il ficus carica non agisce tamponando il tessuto eroso ma interviene a livello encefalico per interrompere la secrezione eccessiva di succhi a differenza dei classici farmaci di sintesi che invece si limitano a provocare sollievo temporaneo. Il ficus carica agisce infatti immediatamente ma con un meccanismo differente: inibendo lo stimolo che provoca il disturbo. Il tempo d’azione è rapidissimo, questione di pochi minuti.

Le gemme di lampone contengono la fragarina, una molecola in grado di agire immediatamente sui dolori causati dalla dismenorrea (mestruazione dolorosa).

La Gemmoterapia è una branca della Fitoterapia. Anche la Gemmoterapia si avvale, infatti, delle proprietà curative delle piante e utilizza preparati medicinali naturali a base di erbe. La differenza sostanziale, però, è che quando si parla di Gemmoterapia e di Gemmoderivati, il riferimento è a tutti quei composti per la preparazione dei quali vengono utilizzate solo le parti “giovani” della pianta, ovvero i tessuti vegetali in crescita e non la pianta “adulta” come invece succede per tutti i preparati erboristici in generale.

gemmoterapiaLe parti della pianta utilizzate per produrre gemmoderivati sono varie e includono le gemme, i frutti immaturi, le radichette in crescita, i getti (quelli presenti negli arbusti delle rose o delle more ad esempio) e, in alcuni casi, la corteccia dei rami giovani, molto delicata e sottile: è questo il caso del limone, il cui nome scientifico è citrus limonum. In Gemmoterapia, infatti, per convenzione, per identificare le specialità messe in commercio derivanti dall’estrazione di sostanze curative dai tessuti della pianta in crescita, viene utilizzato il nome scientifico dell’erba, ovvero quello latino.
I primi studi sulle proprietà curative delle parti giovani delle piante risalgono alla metà del XX secolo ma le basi scientifiche sono state impostate solo negli anni ’50 grazie soprattutto all'opera di un medico belga, Paul Henry, appassionato di piante e agronomia e dotato di una vasta conoscenza della botanica, ovvero della crescita, dello sviluppo e della sopravvivenza delle piante. Non mancano apporti meno recenti: lo stesso Paracelso (medico vissuto a cavallo tra il XV e il XVI secolo), considerato il padre della chimica moderna e della medicina come approccio olistico e naturale nei confronti dell’uomo, parlò nei suoi scritti delle proprietà insite nelle gemme delle piante.

Per conferire maggiore scientificità alla disciplina, alcuni studiosi hanno proposto di modificare il nome della branca in Meristemoterapia. Per tessuto meristematico infatti si intende un tessuto composto da cellule giovani e in crescita, proprio quello che viene utilizzato nella produzione di gemmoderivati. Uno dei vantaggi offerti dai preparati gemmoterapici è una quasi totale assenza di effetti tossici (mentre per le piante adulte è necessario avere qualche accortezza in più). Ovviamente come tutte le sostanze che agiscono sul fisico, possono esistere controindicazioni che devono essere tenute in considerazione dal momento in cui si decide di assumere un preparato ottenuto con l’uso delle piante, sia esso un derivato dal tessuto di piante adulte sia che provenga dall’impiego di tessuti giovani. Nel confronto tra preparati fitoterapici e gemmoderivati non è corretto parlare dell’uno come più efficace dell’altro o viceversa: il risultato sull’organismo di chi ne fa uso, infatti, come anche l’indicazione terapeutica, è spesso semplicemente differente. Dalla lavorazione di una pianta, infatti, possono essere ottenuti differenti preparati, a seconda delle parti di essa utilizzate: polvere, infusi, tisane, oli essenziali o anche preparati gemmoderivati (macerati glicerici). Nella maggior parte dei casi ognuno di essi sarà maggiormente indicato nella cura di determinate patologie o sintomi, a seconda della variante estrattiva che si sceglie di utilizzare.
Un esempio concreto è quello relativo alla vite rossa (vitis vinifera): le foglie in autunno assumono una colorazione rossa perché sono ricche di antociani che agiscono favorevolmente sulla stasi venosa o la circolazione difettosa. Gli estratti della foglia della vite rossa sono particolarmente indicati nelle venopatie, insufficienze venose, gambe che formicolano o liquidi accumulati tra i tessuti provocando ad esempio la comparsa della cellulite. Il Gemmoterapico di vitis vinifera, a differenza del preparato erboristico però, non agisce sull’apparato venoso ma è particolarmente indicato per le infiammazioni dell’apparato muscolo-scheletrico.

Secondo il preparato scelto, quindi, può cambiare l’ambito d’applicazione: ciò non avviene necessariamente in tutti i casi ed è per questo necessario il consiglio dell’erborista .

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